MES ed Eurobond: fact-checking

ContiPrivati

Visto il susseguirsi vertiginoso degli eventi, mi trovo costretto a scrivere qualcosa sul “non-dibattito” del MES e degli Eurobond. Il perché sia un non-dibattito, lo capirai alla fine di questo post, che fa parte della rassegna #ContiPrivati.

Parto da una previsione: nel Consiglio europeo del 23 aprile, cioè domani, passerà la linea del’attivazione del MES con “condizionalità attenuate”. Tutto #IlCircoMediatico si sperticherà per spiegarci che è una vittoria per l’Italia, perché ci sono condizioni attenuate e blablabla. Ma è veramente così? Proviamo a capirci qualcosa di più:

Che cos’è il MES?

Nato nel 2012, il Meccanismo Europeo di Stabilità (o ESM, secondo l’acronimo inglese) vuole essere una sorta di Fondo monetario europeo per sostenere i membri dell’area euro in difficoltà, cui si offre un programma di aiuti in cambio di riforme strutturali. Sostituisce i preesistenti Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria e Fondo europeo di stabilità finanziaria, nati nel 2010 per far fronte alla grave crisi economica che si stava abbattendo su alcuni paesi dell’UE e, in particolare, sulla Grecia. Tra i suoi relatori figura il nostro attuale Ministro dell’Economia Gualtieri e il suo management board è praticamente franco-tedesco. È da poco prima dell’estate 2019 che si sta tentando di riformare il MES ed è su questo che, nell’ultimo mese e mezzo, si stanno accapigliando maggioranza e opposizione (anche perché, durante l’estate, c’è stata la crisi di governo e chi era nella maggioranza è andato all’opposizione e viceversa). Ma, su questo punto, ti consiglio di leggere la sezione dedicata più avanti.

Da dove prende i soldi il MES?

Dai 19 Stati membri dell’UE aderenti, che versano ognuno una quota annuale. L’Italia è il terzo paese contributore del MES, dopo Germania e Francia, con il 17,78% sul totale, equivalente a circa 125 miliardi di euro. Però, attenzione: non si tratta di miliardi già versati, ma di garanzie che l’Italia ha sottoscritto in caso di futura ed eventuale necessità. I miliardi di euro versati, grazie a un corrispondente aumento del debito pubblico, ammontano a circa 14 ed è questo il vero costo per le casse dell’Italia (a cui andrebbero aggiunti anche gli interessi passivi, ça va sans dire). Quindi bisogna tenere ben a mente un punto: il MES è un fondo a prestito, il che si traduce in un debito per il paese che lo contrae.

Quanti soldi ci garantirebbe l’attivazione del MES?

37 miliardi di euro, dicono (e ci sarebbe da vedere, come si tradurrebbe questa cifra in linea di credito)… Una cifra pari a circa l’1,6% del PIL italiano del 2019. Giusto per darti un’idea, prova a fare un raffronto con i 400 miliardi di finanziamenti stanziati con il decreto di aprile: che impatto hanno avuto sulle tue tasche?

Quali segnali dà ai mercati l’attivazione del MES?

Pessimi, per due motivi: uno, capiscono che sei insolvibile e quindi cominciano a vendere il tuo titolo di stato che, in brevissimo tempo, si svaluta; due, sanno che il MES è creditore privilegiato. Ciò implica che, in caso di default, il primo ad essere pagato dovrà essere il MES e solo dopo gli obbligazionisti: un motivo in più per rendere il tuo titolo meno appetibile. Se non credi a ciò che scrivo io, leggi l’intervista a Klaus Regling (il direttore del MES) e in particolare la parte in cui parla delle “condizioni necessarie ma non sufficienti”.

Il MES è stato pensato per crisi come questa del Covid-19?

No. Svariati articoli del trattato (come il 3, o il 14) chiariscono che il MES è stato pensato per shock di natura “asimmetrica”, quindi non “simmetrica” come questa emergenza di covid-19. Con natura simmetrica, si intende uno shock che colpisce tutti i paesi allo stesso modo: penso siamo d’accordo che una pandemia globale rientri in pieno in questa definizione. Infatti, per metterci una toppa, durante l’Eurogruppo del 9 aprile si è parlato genericamente di “EU budget flexibility” (al punto 13 del comunicato ufficiale, ma leggi il punto seguente).

Cosa ha deciso l’Eurogruppo del 9 aprile, riguardo l’attivazione del MES?

Partiamo da un presupposto: l’Eurogruppo non può decidere nulla. È semplicemente un organo informale, disciplinato dal protocollo n. 14 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che non ha alcuna funzione, né di indirizzo, né legislativa. Il protocollo testualmente dice che “i ministri degli Stati membri la cui moneta è l’euro si riuniscono a titolo informale”. Però, esperienza insegna che l’Eurogruppo è una specie di “preconsiglio” dell’Ecofin. Di per sé non decide nulla, e in teoria non darebbe nemmeno indirizzi politici, ma siccome prepara (insieme con la sua galassia di comitati tecnici) le carte che poi vanno all’Ecofin, che invece ha funzione legislativa, di fatto comanda lui. Quindi, ciò che è stato deciso nell’Eurogruppo del 9 aprile (che ti invito a leggere bene) avrà MOLTO peso sulla decisione finale. Da evidenziare che, oltre al MES agrodolce, il comunicato parla anche della Banca Europea degli Investimenti (BEI, che esiste dal ’58: quindi non si sono inventati nulla) e al punto 17 del SURE, una specie di cassa integrazione. Non entro nei dettagli (leggili direttamente alle fonti linkate), ma scrivo solo che, mettendoli insieme, si arriva a una cifra totale di 300 miliardi di finanziamenti da dividere per tutti gli Stati dell’UE che aderiranno… come prima, fai un confronto con le tue tasche: ne vale la pena?

Il Governo e il Parlamento italiano cosa pensano del MES? E come si stanno comportando nella trattativa con l’UE?

La situazione è la seguente: la maggioranza parlamentare NON vuole il MES. Il M5S non lo vuole, il PD è spaccato e Italia Viva buh, perché lo vuole ma senza condizionalità (vedi punto successivo). L’opposizione era tutta contraria ma, negli ultimi giorni, FI ha cambiato stranamente idea. Insomma, sostanzialmente, tutto lo spettro parlamentare non lo vuole (a parole). Quindi, è per questo che il Governo Conte ha scelto di accentrare tutta la gestione di questa emergenza nell’esecutivo (per farti un’idea, leggi l’elenco completo degli atti legislativi per l’emergenza covid-19): perché la maggioranza che lo sostiene è spaccata. Ed ecco spiegato perché, nella giornata di ieri, Conte ha letto una semplice informativa al Senato, senza passare dal voto. Ed ecco spiegato perché Conte ha attaccato Salvini e Meloni nella conferenza del 10 aprile: per creare consenso mediatico. L’operazione è riuscita (e, per carità, Selfini di palle sul MES ne ha raccontate) ma non so a quali benefici porterà in futuro, perché ha polarizzato il dibattito politico.
Sempre sui benefici, la stessa riflessione vale per la trattativa con l’UE: a quali benefici sta portando l’aver esautorato il Parlamento? Perché gli altri Stati si ammantano del voto parlamentare contrario agli eurobond e noi no, per contrastare il MES, visto che tutto il Parlamento sarebbe stato compatto? Mistero… a meno che non pensiamo che, fin dall’inizio, si sia voluto far passare il MES. E infine l’inutile e dannosa propaganda contro gli stati del nord-europa: ma veramente, in una trattativa così importante, si può pensare di arrivarci spiegando l’economia ai propri interlocutori? QUESTA È UNA PARTITA A SCACCHI e ci vuole strategia, non spiegazioni!!! È come se, durante una partita, mi mettessi a spiegare le regole al mio avversario, invece di batterlo. L’Italia ha tutte le carte in regola per giocarsi questa partita a testa alta e non elemosinando!

Può esistere un MES senza condizioni, o con condizionalità attenuate?

NO e, chi lo afferma, o è in malafede, o è un ingenuo ignorante. Non se ne parla nel comunicato dell’Eurogruppo (vedi sopra) e, nel trattato istitutivo del MES, si parla di “condizioni” (vedi articoli 3 e 14) e non di maccheroniche “condizionalità attenuate”. Né, tantomeno, se ne trova un accenno nel TFUE (ti sfido a trovarne) o si parla di una sospensione del Patto di Stabilità. Inoltre, il regolamento 472/2013 che regola questo tipo di linea di credito, parla esplicitamente di “sorveglianza rafforzata”. Pertanto, un MES con condizioni attenuate si può ottenere solo con la modifica dei trattati: riesci a farti un’idea di quanto tempo ci voglia per una trattativa del genere, in questa UE dove non riusciamo ad uniformare neanche le prese elettriche? Siamo a livello delle pacche sulle spalle: ma a me hanno insegnato, fin dalle scuole medie, che la politica non si fa con le pacche sulle spalle.

Che cos’è l’Eurobond?

Non è il cugino di James Bond ma, nelle intenzioni, sarebbe un titolo di stato “europeo”. Sicuramente, ne avrai sentito parlare anche sotto il nome di “coronabondsss”, “pandemic-bondsss”, “recovery-bondsss” o il più sofisticato “awanagana-bondsss”… tutti vogliono dire una cosa soltanto: creare un titolo più sicuro di quello dei singoli Stati, in modo da mutualizzare le perdite causate dal covid-19 e dare più respiro alle finanze pubbliche degli Stati.

Perché il nord-europa si oppone all’eurobond?

Perché le élite di quei paesi (tedesche soprattutto) hanno raccontato, alle loro classi lavoratrici, che hanno dovuto fare le loro riforme del lavoro a causa delle “cicale” del sud-Europa, che hanno sprecato i soldi prestati dalle loro virtuose banche. A tutto ciò, aggiungi un po’ di razzismo nei nostri confronti e capisci come la narrazione sia tutta tesa a spaventare quel proletariato, inculcando il concetto che noi sprecheremmo i loro risparmi. Però, io non riesco a dargli torto: tu riusciresti? E, se sì, riusciresti a quantificare quanto tempo ci vorrebbe, per convincere l’opinione pubblica di quei paesi di una tesi contraria a ciò che hanno sentito per anni?

L’Italia è veramente così inaffidabile?

Così pensano i mercati, informati da tutto il nostro sistema di informazione che, a ogni pie’ sospinto, ci ricorda quanto siamo corooooottti. Come già scritto più e più volte, non siamo più corrotti degli altri: semplicemente, ognuno dovrebbe lavare i panni sporchi in famiglia e, in questo, noi italiani non siamo bravi. Almeno, non in questo momento storico. Mi limito a riportare qualche dato, che forse sfugge: il debito italiano è sostenibile (non lo affermo io, ma fonti autorevoli e meno autorevoli); l’Italia è contribuente netto dell’UE fin dall’89 (leggi qui e qui) non solo per il budget, ma anche per quanto attiene ai fondi salvastati (leggi qui); tranne che in anni di crisi gravi, l’Italia ha sempre avuto un avanzo primario di bilancio pubblico. Devo aggiungere altro?

L’eurobond è una valida alternativa al MES?

NO, per tre motivi. Uno, con l’EB segnali ai mercati che il tuo titolo non vale più come prima e, di conseguenza, il tuo titolo diventerebbe meno appetibile, andando a creare una classe di credito subordinata (le obbligazioni subordinate ti ricordano qualcosa? Tipo lo scandalo delle quattro banche?). Per non creare una situazione di questo tipo, bisognerebbe mutualizzare tutto, anche il debito pubblico, ma ti prego di spiegarmi come sia fattibile. Due, la tempistica di un EB sarebbe troppo lunga! Per poter emettere un solo EB ci sarebbe bisogno di un Ministero del Tesoro europeo: ti rendi conto di quanto tempo occorrerebbe per istituirlo?!?! Tre, un EB dovrebbe essere garantito dal bilancio europeo. Di grazia, mi spieghi di quanto dovremmo aumentare i contributi dei singoli Stati membri, per poter sostenere una roba così impattante sui mercati internazionali come gli EB?

Quale sarebbe una valida alternativa al MES?

Una ed una sola: IMMETTERE LIQUIDITÀ NEL SISTEMA FINANZIARIO, EMETTENDO MONETA a perdere, o comunque con tempi di restituzione lunghissimi (10 anni, se non decine di anni). La BCE dovrebbe fare ciò che ha sempre fatto una banca centrale: MONETIZZARE IL DEBITO. Pensare di risolvere una crisi di queste proporzioni con linee di credito è follia: devi spiegarmi quanti imprenditori si indebiteranno, per ricevere dei soldi che nessuno sa se li potranno restituire! Scritta con brutale semplicità: sarebbe meglio che gli Stati caricassero le prepagate, piuttosto che fare indebitare ancora le persone.

Info utili su MES ed Eurobond

Spero che ora ti sia più chiaro cosa ti anticipavo nell’incipit: che senso ha dibattere su due non-soluzioni? Come scritto già in altri post, se qualcosa non serve a niente, significa che serve a qualcos’altro e sono certo che quel “qualcos’altro” è il MES. Voglio che ti sia chiara una cosa: alla monetizzazione del debito ci si arriverà comunque, anche in UE. Il punto è se l’Italia ci arriverà con un bel programmino di ristrutturazione del debito, o no…
Concludo, con la solita lista di informazioni utili e risorse sull’argomento:

5 commenti
  1. M∆B
    M∆B dice:

    Altra conferma che, negli altri paesi europei, la questione del MES viene presa seriamente (e non tramite conferenze stampa e informative indecenti in Parlamento), è questa lettera del governo olandese al suo Parlamento.

    Rispondi

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