#ReferendumAtac: perché SI e perché NO

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Domenica 11 novembre si voterà per un referendum che ritengo fondamentale per Roma, dove attualmente risiedo. Il trasporto pubblico, insieme alla spazzatura e alla manutenzione stradale, penso siano i tre problemi fondamentali la cui soluzione, se mai sarà possibile, porrebbe le basi per il miglioramento della vivibilità della Città Eterna. Non mi dilungo sui dettagli del referendum, che puoi trovare al link sopra e vado dritto al punto: perché si, perché no e cosa voterò io.

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#PerleDiRoma: Villa Farnesina e Chiesa di San Francesco a Ripa

Visitata il 1° settembre per la prima volta… e avrei dovuto visitarla da sempre. La Villa Farnesina, situata su Via della Lungara a Roma, è più di un semplice monumento: è la testimonianza vivente della storia del nostro paese!

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#PerleDiRoma: Subiaco

Visitata domenica 8 aprile, per la prima volta. Subiaco è un comune dalla storia ricchissima e molto importante. Ho visitato il Monastero di San Benedetto ed è un luogo speciale: mi limito soltanto a scrivere che è stato costruito esattamente dove San Benedetto da Norcia (uomo e personaggio storico gigantesco) visse i suoi primi tre anni di eremitaggio e viene visitato, da tutta Europa, da centinaia di anni. Inoltre, mentre il monastero in questione non fu costruito da lui ma successivamente, San Benedetto in persona fondò nella zona del sublacense tredici monasteri per dare ospitalità ai suoi primi discepoli. Giusto per capirci: i primi monasteri dell’ordine benedettino nacquero a Subiaco (di cui si è salvato solo quello di Santa Scolastica, che non ho visitato ma visiterò). Insomma… tanta roba!

#PerleDiRoma: San Pietro in Montorio

 

“Questa mattina, 16 ottobre 1832, mi trovavo a San Pietro in Montorio, sul monte Gianicolo, a Roma, e c’era un sole magnifico. Un leggero vento di scirocco appena percepibile faceva muovere alcune nuvolette bianche sopra il monte Albano; un tepore delizioso regnava nell’aria, ero felice di vivere…”

Stendhal, 1832

Io, invece, ci sono tornato domenica 26 novembre e, nonostante quasi duecento anni di differenza, la sensazione era uguale: ero felice di vivere.

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