#ReferendumAtac: perché SI e perché NO

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Domenica 11 novembre si voterà per un referendum che ritengo fondamentale per Roma, dove attualmente risiedo. Il trasporto pubblico, insieme alla spazzatura e alla manutenzione stradale, penso siano i tre problemi fondamentali la cui soluzione, se mai sarà possibile, porrebbe le basi per il miglioramento della vivibilità della Città Eterna. Non mi dilungo sui dettagli del referendum, che puoi trovare al link sopra e vado dritto al punto: perché si, perché no e cosa voterò io.

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Sulla Rivoluzione

“Per il solo fatto di esserlo, il ribelle perde metà della sua forza”, Armand-Jean du Plessis de Richelieu (cardinale)

“Per capire chi vi comanda, basta capire chi non vi è permesso criticare”, Voltaire (filosofo)

“Non chiederti di cosa ha bisogno il mondo, ma cosa ti rende felice e poi fallo: il mondo ha bisogno solo di persone felici”, Antoine de Saint-Exupéry (scrittore)

“Se veramente vuoi cambiare qualcosa, proponi un’alternativa che sia: sostenibile dal punto di vista economico; chiara e intellegibile dal punto di vista comunicativo”, Mariano Belmonte

Sui Complottisti e e la gestione del Dissenso

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Scie chimiche, 11 Settembre, Bilderberg, Sionisti, Signoraggio, #NoVax, #HaStatoSoros, #HaStatoPutin… per carità, non voglio qui affermare che non sia giusto cercare la Verità, ma bisogna mettersi in testa una cosa: è da idioti pensare, ogni volta, di averla trovata e, soprattutto, di trovarla con fonti ricercate esclusivamente sul web! La Verità è per sua stessa natura inafferrabile e si può soltanto cercarla unendo i puntini, per scoprirne di nuove. E allora, cari i miei amici/amiche complottisti/e, dedico a voi una riflessione su come, in realtà, la vostra analisi dei fatti non fa altro che fare il gioco del padrone: trovare il cattivo di turno che regge le fila, confonde solo la strada per trovare le vere cause dei fatti.

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Le Ragioni del NO a questo referendum e qualche domanda ai SI

Volevo scrivere qualcosa di edificante sui perché del NO a questo referendum truffaldino, ma per fortuna ho trovato chi ha riassunto molto bene le mie posizioni e… semplicemente ne consiglio la lettura a questo link. Mi limito solo a citarne un passaggio che, a parer mio, dice tutto:

La nostra Costituzione è certamente perfettibile. Ma per perfezionarla bisognerebbe casomai andare nella stessa direzione dei suoi principi. Non indietro. 

Comunque, per chi volesse approfondire tutti e due i punti di vista (si/no), consiglio due articoli: uno, più semplice, di Valigia Blu e uno, più complesso, di OpenPolis, (anche se comincio ad essere sempre meno convinto del fatto che mostrare tutte le opinioni su un argomento, porti le persone a farsi un’idea giusta: in realtà porta solo a grande confusione).

Poi, c’è da ragionare su un punto molto importante: il post-referendum. Posto che vince il No, cosa succederà dopo? Al link puoi leggere un articolo ben fatto sugli scenari possibili

Infine, ho qualche domandina da porre a tutti i convinti del si… Continua a leggere

Che Cosa sono Destra e Sinistra

Credits: Escher, "Drawing Hands", litografia, 1948

Credits: Escher, “Drawing Hands”, litografia, 1948

Siccome comincio ad essere stanco della vulgata, ormai in voga, per cui “destra e sinistra sono la stessa cosa”, voglio chiarire che no, non sono la stessa cosa. Perché sono categorie che sono sempre esistite, sempre esisteranno e non si può relativizzare tutto, altrimenti nei discorsi non si capisce più una mazza! Chi vuole approfondire il background storico lo può fare con facilità, qui voglio solo chiarire che personalmente considero di “destra” le politiche pro-capitale, anti-Stato sociale, orientate in senso conservatore per ciò che riguarda la redistribuzione del reddito e i valori socio-culturali (insomma che rispondono al paradigma economico liberista, per cui basta lasciar fare al mercato, che poi ci pensa lui), mentre considero di “sinistra” le politiche pro-Stato sociale, che cercano di razionalizzare il capitale e orientate in senso progressista per ciò che riguarda la redistribuzione del reddito e i valori socio-culturali. Ok? Ci siamo?

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L’importanza della Trasparenza

“L’evoluzione sociale non serve al popolo, se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”, F. Battiato

 

Quando si definisce un qualcosa trasparente? Quando arriva quasi a scomparire, nonostante esista, lasciando intravedere ciò che si trova al di là di esso. Questa definizione dà già il senso della schizofrenia intrinseca al concetto stesso di Trasparenza. Un concetto di cui è chiaro quale sia il contraltare: in nome del valore positivo della trasparenza si sacrifica la privacy, sotto l’egida dell’accessibilità alla conoscenza. Conoscenza che può essere anche apparente, perché non è detto che l’accumulo di informazioni produca necessariamente maggiore conoscenza. Soprattutto in quest’era di iper-comunicazione in cui, oltre ai tanti dati, ci sono tante interpretazioni disponibili per tutti. Pertanto la trasparenza non viene qui proposta come un fine, ma come un mezzo. Un mezzo che vuole nobilitare il proprio fine e cioè risolvere un problema antico come gli esseri umani: quis custodiet ipsos custodes? Un dilemma che sembra non avere soluzione, ma che in realtà giustifica il tentativo della trasparenza: solo la trasparenza ha il potenziale per rendere virtuoso il circolo vizioso del chi-controlla-chi, o in altre parole del “chi controlla i controllori?”.

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