Fumetto Italiano. 50 anni di Romanzi disegnati

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Mostra, visitata ormai più di un mese fa. Molto, molto interessante, soprattutto per chi, come me, è ignorante in materia. Un’esposizione ricca, con circa 300 tavole originali disposte in ordine cronologico. Si scopre che il fumetto italiano ha una tradizione veramente gloriosa e autorevole a livello internazionale. Oltre ai fumettisti per me più famosi (Pratt, Manara, Altan, Pazienza, Gipi, Zerocalcare), ho appuntato quelli che mi hanno colpito per il loro tratto particolare:

Due domande: uno, come mai non è stato inserito Makkox in questa rassegna? Due, perché i dipendenti di Zètema confermano sempre il loro fancazzismo? E lo scrive una persona che tiene molto al ruolo dello Stato nell’economia e nella società. Non è possibile che due clienti, alle 18:55, si sentano rispondere ad una loro richiesta di acquisto che la biglietteria chiude alle 19:00: il risultato è che, poi, il catalogo lo compri da Amazon, anche perché nessuno si degna di comunicarti che lo puoi comprare direttamente dal sito del museo… ma quando lo capirete che la sveglia sta suonando anche per voi, in questo clima di liberismo europeo imperante? Ma state vedendo cosa sta succedendo, giusto per fare un esempio, agli insegnanti? Anche loro si sentivano molto al sicuro e invece…

Escher

Creidts: M. C. Escher, "Giorno e Notte", 1938

Creidts: M. C. Escher, “Giorno e Notte”, 1938

Finalmente! Era da una vita che volevo visitare una mostra di Escher e ci sono riuscito ieri. Lui è un’artista (incisore e grafico, nello specifico) che mi ha sempre colpito. Non avevo mai approfondito la sua storia, ma ero sempre rimasto impressionato dalle sue immagini che, solo in apparenza, sembrano degli esercizi stilistici. Infatti, il suo continuo gioco con la percezione ti spinge ad aprire il pensiero. Un’apertura che sta a metà tra il gioco della fantasia e il rigore della matematica. Stimolante. Qualche pensiero sparso su questa mostra:

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Unedited History. Iran 1960 – 2014

Credits: Mohsen Rastani, "Serie famiglie iraniane", 1978

Credits: Mohsen Rastani, “Serie su famiglie iraniane”, 1958

Mostra visitata domenica scorsa al Maxxi di Roma, per me uno spazio espositivo fantastico. La mostra è ben allestita (anche se ti consiglio di partire in senso cronologico, quindi dalla 2a galleria, altrimenti rischi di confonderti) e mi ha affascinato. Ho trovato ulteriori riscontri di un’idea che ho da sempre: l’Iran è uno dei luoghi più incredibili della terra. Ha una cultura e una storia immense, con delle persone dall’intelligenza particolare. La mostra testimonia la vivacità culturale che c’è sempre stata in questo paese e ne mostra la modernità, nonostante gli alti e bassi storici. A te stabilire quali siano stati. Mostra consigliatissima. Quali artisti mi hanno colpito di più? Continua a leggere

Henri Cartier-Bresson

Immagine: Henri Cartier-Bresson, "Umbrella"

Immagine: Henri Cartier-Bresson, “Umbrella”

Mostra visitata ieri al Museo dell’Ara Pacis. Non conoscevo Cartier-Bresson, prima di questa mostra. O meglio, solo per sentito dire. Due cose mi hanno colpito di questa leggenda della fotografia: il carattere surreale che imprimeva alle sue foto (cosa non scontata nel periodo storico in cui lui ha cominciato a fotografare) e la sua varietà stilistica, veramente notevole. La mostra ha cercato di rendere giustizia a questa varietà, ma lo ha fatto in maniera confusionale: purtroppo non era ben organizzata. Inoltre, è stata un po’ antipatica la fretta con cui lo staff ha cercato di mandarci via: il Comune di Roma si conferma sempre pessimo ad organizzare le mostre.

Biennale di Venezia

Credits: MaBe - Entrata Biennale Venezia 2013

Credits: MaBe – Entrata Biennale Venezia 2013

9 – 10 Novembre. La Biennale. Un weekend bellissimo! E non solo per la Biennale, ma anche per Venezia. Sarò banale: per me rimane sempre incredibile. Ogni volta che torno, la trovo scioccante. Sarà perché non ci vivo. In più, abbiamo dormito a Padova da un amico. Altra bella sorpresa. Non c’ero mai stato. Padova è stupenda. Mi è sembrata simile a Bologna. Ma molto più curata e con una pace… una pace… ma voglio scrivere qualcosa sulla Biennale.

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Robert Capa in Italia

Credits: R. Capa, Palermo, luglio 1943

Credits: R. Capa, Palermo, luglio 1943

Ieri al Museo di Roma, con sede nel Palazzo Braschi. Capa è privo di retorica. Le sue fotografie arrivano dritte al punto. Penso sia per questo che viene considerato un classico: ha la “monumentale” semplicità del classico. Da visitare per capire, con semplicità, come eravamo fino a 70 anni fa e come sia semplice la guerra… la mostra dura fino al 6 gennaio. Anche se bisogna sottolineare che è stata allestita un po’ male