Fumetto Italiano. 50 anni di Romanzi disegnati

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Mostra, visitata ormai più di un mese fa. Molto, molto interessante, soprattutto per chi, come me, è ignorante in materia. Un’esposizione ricca, con circa 300 tavole originali disposte in ordine cronologico. Si scopre che il fumetto italiano ha una tradizione veramente gloriosa e autorevole a livello internazionale. Oltre ai fumettisti per me più famosi (Pratt, Manara, Altan, Pazienza, Gipi, Zerocalcare), ho appuntato quelli che mi hanno colpito per il loro tratto particolare:

Due domande: uno, come mai non è stato inserito Makkox in questa rassegna? Due, perché i dipendenti di Zètema confermano sempre il loro fancazzismo? E lo scrive una persona che tiene molto al ruolo dello Stato nell’economia e nella società. Non è possibile che due clienti, alle 18:55, si sentano rispondere ad una loro richiesta di acquisto che la biglietteria chiude alle 19:00: il risultato è che, poi, il catalogo lo compri da Amazon, anche perché nessuno si degna di comunicarti che lo puoi comprare direttamente dal sito del museo… ma quando lo capirete che la sveglia sta suonando anche per voi, in questo clima di liberismo europeo imperante? Ma state vedendo cosa sta succedendo, giusto per fare un esempio, agli insegnanti? Anche loro si sentivano molto al sicuro e invece…

Arrugas

Visto l’altro ieri sera al cinema Farnese di Roma, che consiglio caldamente perché ha sempre una bellissima selezione di film. Avevo già letto la graphic novel, omonima, da cui è tratto il lungometraggio e la sensazione con cui arrivi alla fine è uguale: cerchi di non pensarci. Alla morte. È l’antidoto con cui nasciamo tutti/e, uomini e donne. Questo fumetto/film d’animazione, però, non si concentra tanto sulla morte, quanto sull’anticamera della morte: la vecchiaia, che si è trasformata in un non-luogo dal secondo dopo-guerra in poi, in particolare dopo le rivoluzioni di “emancipazione” del ’68. Il bello di quest’opera è che ti mostra questo non-luogo nella maniera più concreta possibile, senza troppi moralismi. Verrà un giorno, per tutti/e, in cui non riusciremo più a gestirci da soli ed è lì che verrà a galla come avremo curato gli affetti, le amicizie e soprattutto il nostro spirito. Per molti di noi diventerà inevitabile andare a finire in un centro di assistenza per anziani, perché i nostri figli, come succede adesso a noi, saranno occupati nelle loro faccende e affari. Non avranno tempo per noi. Questo film ti mostra, con grandissima delicatezza, come è la vita in questi centri. E come potrebbe essere con l’alzheimer che comincia a bussarti alla porta. Inoltre, cosa rara per una trasposizione cinematografica, rende benissimo quanto fatto nella graphic novel. Anche se, a onor del vero, ha smussato un po’ gli angoli più tristi, ma senza perdere la sostanza. Fatto benissimo e consigliatissimo!