Fumetto Italiano. 50 anni di Romanzi disegnati

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Mostra, visitata ormai più di un mese fa. Molto, molto interessante, soprattutto per chi, come me, è ignorante in materia. Un’esposizione ricca, con circa 300 tavole originali disposte in ordine cronologico. Si scopre che il fumetto italiano ha una tradizione veramente gloriosa e autorevole a livello internazionale. Oltre ai fumettisti per me più famosi (Pratt, Manara, Altan, Pazienza, Gipi, Zerocalcare), ho appuntato quelli che mi hanno colpito per il loro tratto particolare:

Due domande: uno, come mai non è stato inserito Makkox in questa rassegna? Due, perché i dipendenti di Zètema confermano sempre il loro fancazzismo? E lo scrive una persona che tiene molto al ruolo dello Stato nell’economia e nella società. Non è possibile che due clienti, alle 18:55, si sentano rispondere ad una loro richiesta di acquisto che la biglietteria chiude alle 19:00: il risultato è che, poi, il catalogo lo compri da Amazon, anche perché nessuno si degna di comunicarti che lo puoi comprare direttamente dal sito del museo… ma quando lo capirete che la sveglia sta suonando anche per voi, in questo clima di liberismo europeo imperante? Ma state vedendo cosa sta succedendo, giusto per fare un esempio, agli insegnanti? Anche loro si sentivano molto al sicuro e invece…

Sull’Evoluzione Personale #4

“Donandosi si riceve, dimenticando sé stessi ci si ritrova”; San Francesco d’Assisi (mistico)

“Tutto comprendere è tutto perdonare”; Blaise Pascal (matematico)

“Sbagliare a modo proprio è quasi meglio che dir la verità a modo altrui”; Fedor Dostoevskij (scrittore)

“Non vivere dando tante spiegazioni: i tuoi amici non ne hanno bisogno, i tuoi nemici non ci credono e gli stupidi non le capiscono”; Detto buddista

“Spend a little more time trying to make something of yourself and a little less time trying to impress people”; The Breakfast Club (film)

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Figlio mio, sii Te Stesso

Pietro Jr

Caro Pietro, che scrivere? Che non ci sono parole? Che proprio non mi aspettavo di amarti così tanto? Che vederti nascere è stata un’esperienza incredibile? Non penso di poter aggiungere altro, rispetto a quanto hai già ascoltato durante la gravidanza, mentre eri un tutt’uno con tua madre. Le canzoni che ho selezionato per te e che Cri ha approvato (a proposito: grazie infinite, Faber, per gli inserimenti di classica!), spiegano tutto il possibile e meglio di come io possa mai fare. Spero ti servano da guida in questa fase onirica, o “orale” secondo la psicoanalisi, e anche dopo, quando sarai nell’età responsabile. Però, voglio comunque spiegarti una cosa per me importante: quando, dove e perché sei nato…

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Sull’Amicizia

“La vita è poter aprire la porta e uscire con le persone che ami”; Cristopher Reeve (attore)

“Puoi farti più amici in due mesi interessandoti agli altri, che non in due anni cercando di convincerli a interessarsi a te”; Dale Carnegie (scrittore)

“A un uomo che non abbia ottenuto determinati risultati, non si può chiedere nulla. Non ci si può aspettare più di quel che ha. Da un punto di vista molto pratico, un uomo non può essere ritenuto responsabile della propria situazione. Non è colpa sua se è diventato così. Quindi occorre tenerne conto, sapendo che non è possibile aspettarsi da un uomo debole delle cose che richiedono molta forza. Ciò che gli si chiede dev’essere in rapporto alla forza con cui può rispondere”; G. I. Gurdjieff (mistico e psicologo)

“Non si può mostrare ciò che si è, si mostra solo ciò che gli altri possono vedere”; Francesco Messina (grafico)

Sullo Stato e la Democrazia

“Si può definire il governo della Democrazia, come il governo del potere pubblico in pubblico”; Norberto Bobbio (politologo)

“Più uno Stato è corrotto, più fa leggi”; Tacito (storico)

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare”; Voltaire (scrittore)

“Lo Stato è, se correttamente amministrato, il fondamento della società, della cooperazione e della civiltà umane. Esso è lo strumento più benefico e utile negli sforzi dell’uomo per promuovere la felicità e il benessere umani. Ma è soltanto uno strumento e un mezzo, non il fine ultimo”; Ludwig Von Mises (economista)

Mojo Station Blues Festival

Sabato 30 maggio sera, al Monk Club di Roma. Il Mojo Station Blues Festival, organizzato dall’omonima associazione, è una di quelle cose che ti fa ringraziare di vivere a Roma. A soli 10€ abbiamo goduto di blues di altissimo livello: non tanto per i comunque discreti Dead Shrimp, quanto per il meraviglioso Luther Dickinson“Blues is easy to play, but not to feel” diceva l’immenso Jimi e lui mi ha dato la sensazione netta di conoscere bene cosa volesse dire. Con un viso da geometra impiegato al comune, più che dare spazio allo spettacolo, ha dato spazio alla sostanza del blues con una tecnica incredibile! Lo capisci da come fa sembrare semplice, roba complicatissima. E capisci come l’originalità passa da chi ha qualcosa da dire, non da chi vuole “fare” l’originale.

Sull’Evoluzione Personale #3

“Quisque faber fortunae suae”, detto latino

“Migliorare significa cambiare, quindi per essere perfetti bisogna cambiare spesso”, Winston Churchill (politico)

“Cerca insegnamenti ovunque, come l’ape cerca il nettare in ogni tipo di fiore”, Dzogchen (sacro testo buddista tibetano)

“Devi imparare a scegliere i pensieri come ogni giorno scegli i tuoi vestiti. È un’arte che puoi coltivare”, Elizabeth Gilbert (scrittrice)

“Preso nel vortice degli affari e degli impegni, ciascuno consuma la propria vita, sempre in ansia per quello che accadrà e annoiato di ciò che ha. Chi invece dedica ogni attimo del suo tempo alla propria crescita, chi dispone ogni giornata come se fosse la vita intera, non aspetta con speranza il domani né lo teme”, Seneca (filosofo) da una poesia bellissima
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Arrugas

Visto l’altro ieri sera al cinema Farnese di Roma, che consiglio caldamente perché ha sempre una bellissima selezione di film. Avevo già letto la graphic novel, omonima, da cui è tratto il lungometraggio e la sensazione con cui arrivi alla fine è uguale: cerchi di non pensarci. Alla morte. È l’antidoto con cui nasciamo tutti/e, uomini e donne. Questo fumetto/film d’animazione, però, non si concentra tanto sulla morte, quanto sull’anticamera della morte: la vecchiaia, che si è trasformata in un non-luogo dal secondo dopo-guerra in poi, in particolare dopo le rivoluzioni di “emancipazione” del ’68. Il bello di quest’opera è che ti mostra questo non-luogo nella maniera più concreta possibile, senza troppi moralismi. Verrà un giorno, per tutti/e, in cui non riusciremo più a gestirci da soli ed è lì che verrà a galla come avremo curato gli affetti, le amicizie e soprattutto il nostro spirito. Per molti di noi diventerà inevitabile andare a finire in un centro di assistenza per anziani, perché i nostri figli, come succede adesso a noi, saranno occupati nelle loro faccende e affari. Non avranno tempo per noi. Questo film ti mostra, con grandissima delicatezza, come è la vita in questi centri. E come potrebbe essere con l’alzheimer che comincia a bussarti alla porta. Inoltre, cosa rara per una trasposizione cinematografica, rende benissimo quanto fatto nella graphic novel. Anche se, a onor del vero, ha smussato un po’ gli angoli più tristi, ma senza perdere la sostanza. Fatto benissimo e consigliatissimo!

Non si può mostrare agli altri ciò che si è

Credits: “Musurgia organ” di Athanasius Kircher, 1650, via Wikimedia Commons.

Ma si mostra solo ciò che gli altri possono vedere. Ad ognuno dai per quanto può prendere e prendi per quanto può dare.

Questa riflessione l’avevo già scritta, forse in forma leggermente diversa, sul mio vecchio blog. Siccome l’ho cancellato, l’ho voluta ri-appuntare nuovamente. È molto utile, soprattutto nei periodi in cui cadi in quei brutti solchi di recriminazione verso tutto e tutti. Ti aiuta a capire che è tutta illusione, che come tale va presa e che non devi prendere troppo sul serio gli altri e te stesso, allontanandoti dalle emozioni negative.