in Ricordatoio, Self-Made-Art

La Banalità della Morte

Credits: Ξ8Δɱ, 2018_06_07, “Linee nere su stanza Chemio”, Roma

Una notizia, di quelle che pensi: “perché proprio a me?”.
E poi?… Azioni quotidiane, parole quotidiane, scuse condizionali…
Mio Dio, perché mi sento sdoppiato? Riesco a guardarmi da fuori: perché?
Parlo, gesticolo, ascolto, ma sono da un’altra parte e sento vuoti spaziali.
Ti accorgi che, in questa vita, le esperienze avvengono un numero limitato di volte.
Mentre tu ti consideravi inesauribile, meglio di un re,
le linee vitali, senza dirti nulla, sono diventate storte.
Diviso tra amarezza e speranza, ritorni poi alle banalità che non puoi rifiutare.
Mio Dio: perché proprio a me?
Eppure avevo imparato ad amare così tanto il mio dolore
Mio Dio: perché?
Eppure, solo con Te e con il mio Sangue non mi sento solo!
It’s all over now: enjoy your “Ecce homo”.

***

Scritta il 7 aprile del 2017, dopo una notizia che mi avvicinò in maniera brusca ad uno dei due momenti più reali che viviamo, dopo la Nascita: la Morte. Violentemente fui costretto a guardarla in faccia, attraverso gli occhi di chi amo di più al mondo. Tutti/e pensano alla morte come ad un momento in cui si scatena una forza interiore mai provata prima, con cui si può cambiare sé stessi (il famoso “live fast, die young”)… e forse sarà vero, ma potremo scoprirlo solo nel momento in cui avverrà. In realtà, della consapevolezza della morte, ti rimane solo una cosa: la Consapevolezza. Ecco perché è Reale. Il resto è fatto da banalità, come la maggior parte della vita. Questo ho imparato e non è cosa da poco: sono finalmente riuscito ad accettare tutta la mia normalità quotidiana e a scacciare via l’astio verso me stesso, per le cose che avrei dovuto fare e non ho fatto. Il superamento dei propri limiti, comincia esattamente da una loro serena accettazione. Anche il dolore, acquisisce un altro sapore. Reality start when it’s all over… Amen:

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