in Ricordatoio

Figlio mio, sii Te Stesso

Pietro Jr

Caro Pietro, che scrivere? Che non ci sono parole? Che proprio non mi aspettavo di amarti così tanto? Che vederti nascere è stata un’esperienza incredibile? Non penso di poter aggiungere altro, rispetto a quanto hai già ascoltato durante la gravidanza, mentre eri un tutt’uno con tua madre. Le canzoni che ho selezionato per te e che Cri ha approvato (a proposito: grazie infinite, Faber, per gli inserimenti di classica!), spiegano tutto il possibile e meglio di come io possa mai fare. Spero ti servano da guida in questa fase onirica, o “orale” secondo la psicoanalisi, e anche dopo, quando sarai nell’età responsabile. Però, voglio comunque spiegarti una cosa per me importante: quando, dove e perché sei nato…

Mi trovavo qui a Roma sotto le Mura Aureliane, una domenica di giugno di 4-5 anni fa, esattamente fermo al semaforo vicino gli archi attraverso cui si accede a Piazza S. Giovanni. Come al solito in ritardo, dovevo raggiungere tua madre e alcuni amici per una mostra al Macro, nella sede dell’Ex-Mattatoio. Mentre aspettavo il verde, in sovrappensiero per la cazziata di Cri, ecco che mi si presenta l’estasi, lì, sulle strisce pedonali: attraversano la strada un padre e un figlio, due gocce d’acqua. Ma non fu tanto quello a colpirmi, ma il loro modo di camminare: procedevano con uno strano movimento della spalla destra, identico per tutti e due. Rimasi folgorato! Immediatamente compresi, con tutto il mio essere e per la prima volta, che quella stupenda imperfezione si sarebbe tramandata per generazioni. Ma, oltre questo meraviglioso senso di eternità e ad un livello superiore, mi colpì il mistero che conteneva questa scena. Da dove arrivava quello strano movimento della spalla destra? In quale particella del DNA si era sedimentato? In quella frazione di secondo, un pensiero, come un fulmine: “però… bello un figlio!”. Ecco dove sei nato: in quell’attimo di ESTASI, ETERNITÀ e MISTERO! Quindi, prima di essere carne ed ossa, sei stato un’idea… e anche un “pensiero stupendo” come cantò una saggia 😉

Mi dirai: “ok, va bene il quando e il dove, ma il perché?”… ora ci arrivo: il semaforo verde, dopo forse un minuto, mi riporta al mio ritardo e accelero, per raggiungere tua madre. Nonostante quell’attimo di grazia, c’era qualcosa più grande di me che mi muoveva, invece che rimanere lì, inebetito al semaforo: l’amore inspiegabile per tua madre. C’è sempre qualcosa che va al di là di noi, come per me in quel momento, e che non riusciamo a spiegarci completamente, ma che tuttavia ci muove. L’amore per questo mistero è ciò che ci spinge ad agire, per trovarne la verità. Tu, adesso, sei quel qualcosa che va al di là di noi e sei qui perché noi ti abbiamo amato, ancor prima che fossi in carne ed ossa. Ecco perché sei qui! Ricorda: il mistero è l’unico fatto incontrovertibile in questa esistenza ed è proprio per cercare la verità insita nel mistero, che gli esseri umani hanno compiuto imprese grandiose. Perciò coltiva sempre, con amore, il mistero che è dentro di te e non farti deviare dai giudizi delle persone, finanche da quelli miei e di Cri. Accettali solo quando sono costruttivi e anche tu, quando giudicherai, cerca di farlo in modo costruttivo. Ognuno di noi contiene un mistero insondabile e la continua ricerca della soluzione a questo mistero ti porterà alla verità e ad accettarti per quello che sei, unico bene “reale” di questa esistenza. Da ciò, una conseguenza importante: la vita è un sogno e quindi tu puoi scegliere di quali illusioni nutrirti. Non credere a chi ti dice che tutto fa schifo e bla-bla-bla: è gente che dorme immaginando. Io e tua madre faremo di tutto per farti vivere il tuo sogno ad occhi ben aperti! Benvenuto Pietro 🙂