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I (quasi) Migliori cinque Album del 2013

Gli album a cui è mancato quel pizzico. Ottimi album, naturalmente. Rientrano comunque nei miei dieci preferiti. Ma gli è mancato quel qualcosa in più. Eccoli:

  • Hobocombo – Moondog Mask (il suono di questo disco è particolare. Riesce a collocarsi bene tra rock e avanguardia. Ancora manca l’originalità per farne un album eccellente, ma la base c’è tutta. Una bella sorpresa per due motivi: 1, sono italiani; 2, si ispirano a uno dei più grandi musicisti del ‘900, Moondog. Chi non lo conoscesse è pregato/a di cliccare il link, perché non sa cosa si perde)
  • Mazzy Star – Seasons of your Day (non conoscevo i Mazzy Star. Mea culpa. Conosco, però, il movimento del Paisley Underground, a cui loro si ispirano. Quest’album ha una delicatezza tale, che ti permette di ascoltarlo per ore senza stancarti. Sicuramente sarò influenzato dall’effetto novità, però rimango convinto che quest’album sia arrangiato benissimo. Qui “benissimo” significa senza sbavature. Per questi tempi di eccessi musicali, non è poco. Però, non è neanche abbastanza)
  • Savages – Silence Yourself (questo disco non è nulla di nuovo. Lo premetto, a scanso di equivoci. I riferimenti sono chiarissimi a tutta la dark-wave. In più, mi sembra nessuno lo abbia detto o scritto, aggiungerei che il timbro della cantante mi ricorda molto quello di Patty Smith. L’originalità è il limite di questo disco. Per tutto il resto, però, è una bomba! Queste ragazze trasudano energia e rabbia. Un’emozione forte e ben concentrata)
  • Darkstar – News from Nowhere (un acquerello synth-pop. Questa è la definizione che mi è saltata in testa, al primo ascolto. L’andazzo generale di questo disco è placido e candido. Improvvisi e briosi ricami elettronici, lo rendono sofisticato. Ma non ardito. È mancato quel pizzico di sperimentazione, per renderlo un album eccellente)
  • Arcade Fire – Reflektor (c’è poco da scrivere sugli Arcade Fire: sono in costante evoluzione. Nonostante il passo falso di The Suburbs. Per questo album vale la definizione di “pop fatto bene”. Anche se qui c’è soprattutto la parte danzereccia del pop. Termini utilizzati per descriverlo: elettro, rock, afro, post-disco. Insomma, tante cose dentro. Infatti pecca di dispersività)

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