in Editoriali

I (quasi) Migliori Album del 2012

Quelli che per poco… ma proprio per poco. Me li appunto, perché è peccato dimenticarli. Eccoli:

  • Tame ImpalaLonerism (sono stato indeciso fino all’ultimo. La loro formula è simpatica: i Beatles fusi con gli Acid Mothers Temple. Però, ancora, il tutto non supera la somma delle parti)
  • Vladislav DelayKuopio (ottimo album di elettronica. Ma è come se non sentissi passi in avanti né per il genere, né per la musica in generale)
  • ShackletonMusic for the Quiet Hours (aggiorna la dubstep, portandola verso i lidi della musica concreta e del minimalismo. Bello, ma non sono convinto fino in fondo: aggiunge qualcosa in più, rispetto a quanto già fatto dall’industrial?)
  • Bill FayLife is People (cantautorato ammirevole e pieno di positività. Intenso. Musicalmente piatto, però)
  • Dead Can Dance –  Anastasis (il grande ritorno! L’attesa viene ripagata. Però non aggiunge niente di più rispetto a quanto fatto in precedenza)
  • AfterhoursPadania (testi maturi e ritorno alla sperimentazione. Ottimo album! Gli è mancato soltanto quel pizzico di originalità per farne un capolavoro)

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  • 32 | MaBeLogs

    […] quante e quali impressioni mi sono nutrito! Musica, tanta musica. Sempre! Più di qualsiasi arte. Concerti. Mai quanto vorrei. Cinema, a cui sto ritornando con […]